Associazione Culturale PERANNA


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Peranna

Chi siamo






Il nostro simbolo è una bambina che tiene in mano un mazzolino di fiori. E' una immagine tratta da un vecchio libro per l'infanzia, uno di quelli che, sfogliandoli, ci riportano indietro nel tempo, agli anni della giocosità e dell' attesa fiduciosa del proprio futuro.
L'abbiamo scelta subito perché ci sembra rappresentare bene il ricordo che abbiamo della nostra amica Anna Giannini, colei a cui abbiamo dedicato il nome della associazione.
Anna è scomparsa prematuramente nel 1994 per un male incurabile. Era ancora giovane nello spirito, pur avendo superato appena i quarant' anni, e la vitalità che traspariva da ogni suo gesto faceva di lei l'eterna ragazza di Montemonaco.
Aveva molta cura per il suo paese ed era sempre in prima fila a realizzare con estro addobbi e scenografie. Insegnante di disegno esprimeva la sua arte non solo nel lavoro ma anche nella vita privata. Le sue ultime creazioni sono state delle bambole di pasta di pane perfette nella forma e nella combinazione di colori e tessuti. Ne ha realizzate tante e tante ne ha regalate, a chiunque.
Chi l'ha conosciuta non può dimenticare l'aspetto nobile e semplice nello stesso tempo. Anche lo stile di vita era sobrio ma dalle piccole e povere cose di tutti i giorni lei sapeva ricavare cose straordinarie.
Non era sposata e forse anche per questo l'abbiamo sentita più vicina a noi e più disponibile. Figlia di Montemonaco era parte integrante della comunità con il suo esserci sempre e con il suo fare per gli altri. Poche parole uscivano dalla sua bocca. La vedevi camminare di fretta per le vie del paese, con la sua figura alta e snella, i bellissimi capelli neri e indosso sempre nuove maglie lavorate a mano con gusto ed originalità. Anche le mani affusolate, tenere e delicate, erano sempre impazienti di creare e inventare qualcosa di nuovo.

Sotto il suo cipiglio si nascondeva una generosità e una tenerezza senza confini. Non diceva mai molto di sé e neppure si fermava spesso con le altre donne a parlare nei negozi o sulla panchine dei giardini pubblici. Sembrava schiva e sfuggente a prima vista, ma noi tutti che la conoscevamo bene, sappiamo che era soltanto un po' timida e riservata.

Però quel giorno della festa del Corpus Domini, quando passò la processione sotto la sua casa, quella a cui aveva partecipato anche lei tutti gli anni fin da bambina, non ebbe paura di affacciarsi alla finestra e di mostrarsi agli altri con il volto sfigurato dal dolore. Sapeva che gli erano rimasti pochi mesi da vivere e non voleva perdere l'occasione di salutare per l'ultima volta la sua gente, tutta insieme.



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